Alla riscoperta degli antichi sapori: questo il pretesto con cui, in una soleggiata domenica di febbraio, nel cuore dell’ affascinante Roma, l’associazione ICRi continente Calabria, nella persona del suo presidente, dott Nicolino Congestrì, coadiuvato dai soci onorari, dott. Alfredo di Benedetto ed ing. Nicola Giovanni Grillo, ha organizzato un piacevole convivio tra calabresi, per gustare l’essenza dei piatti tipici della cucina calabra.
Nella Grecia antica, il banchetto aveva un’ importanza particolare, rappresentava il centro dell'istituzione sociale, un momento di riflessione e confronto su interessi comuni, favorendo così la gestione democratica della polis. Con questo spirito e con la voglia di stare insieme per “rivivere” la cultura della nostra terra, nello specifico, nell’aspetto culinario, è stata promossa quella che è stata battezzata come la “frittuliata” (dal nome della carne di maiale).
Come tradizione vuole, in Calabria, nel periodo invernale, a gennaio, si procede all’uccisione del maiale, un appuntamento questo che, puntualmente si rinnova ogni anno. Si tratta di un vero e proprio rito popolare che, per molti aspetti, suscita ancora la stessa ricchezza emotiva vissuta dai nostri nonni negli anni passati.
La giornata dedicata al banchetto “da frittuliata” , condiviso con parenti e amici, anticamente si concludeva con canti e balli augurali della tradizione popolare calabrese. La tipica convivialità fortemente voluta e partecipata, scaturiva anche dalla voglia di cancellare il sudore profuso e le amarezze accumulate in altre giornate dell’anno che, in quella festosa circostanza, come d’incanto, venivano meno..
A questo gioioso appuntamento sono intervenuti insigni professionisti dell’imprenditoria, della magistratura e della medicina, calabresi di origine ma romani di adozione. Persone che, nonostante da anni vivano lontani dalla terra natìa conservano ancora un forte legame con la propria regione.
La preparazione del succulento pranzo, a base di carne suina, è stata curata dal ristorante “Zagara” in via Paola, locale questo egregiamente gestito dal dott Aldo Blasi e dalla sua signora Loredana, anch’essi di origine calabrese.
Numerose le portate che hanno deliziato i palati dei commensali, piacevolmente trattenuti dalla tavola fino al tardo pomeriggio. Il menù, ha previsto stuzzichini a base di ricotta, pomodorini e salumi, cotiche di maiale, frittole ed ossa accompagnate da minestra di verza, polpette di carne trita avvolte in una foglia di verdura, sottaceti a base di peperoni e melanzane, filetto e fegato cucinato con l’alloro, il provaturo ed infine le uova con gli “scarafugli” o più comunemente conosciuti come i “ziringuli”, realizzati con la ripulitura magra delle ossa utilizzata per condire altri piatti.
Il tutto è stato accompagnato da vino rigorosamente prodotto dalle vigne calabre di Cirò e del Savuto.
Per la gioia dei golosi, infine, sono stati serviti dolci tipici della Calabria, soprattutto cosentini, preparati dalle sapienti mani della signora Loredana: crostate, bocconotti con marmellata di ciliegie.