Tremonti spiega l'approvazione del ddl sulla banca del sud nel consiglio dei ministri di oggi.
Nasce la Banca del Mezzogiorno
Tremonti spiega l'approvazione del ddl sulla banca del sud nel consiglio dei ministri di oggi.
Roma, 15-10-2009
"Uno stanziamento di 5 milioni di euro per far funzionare il Comitato promotore e finanziare quota dello Stato" e' gia' previsto dal decreto 112 e dovrebbe essere
tutto quello che lo Stato, che si riserva il ruolo di "socio promotore", mettera' nella nascente banca.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa di oggi ha spiegato che "non servono neanche quei 5 milioni di euro. Il ruolo dello Stato, piu' che sui soldi" e' sul "disegno e l'impegno". Il governo "deve fare il governo" e fara' "un piano per il sud".
Con la Banca del Mezzogiorno arrivera' "uno strumento bancario di raccolta, per il capitale canalizzato sul Mezzogiorno: gli interessi hanno un'aliquota del 5%", ha spiegato Tremonti. I titoli con la tassazione agevolata "possono essere certificati o comunque strumenti di raccolta emessi dalla Banca del Mezzogiorno o da altre banche ma destinati al Mezzogiorno".
"La nostra impressione e' che l'attivita' delle banche non del Mezzogiorno, ma attive nel Mezzogiorno, vede maggiore raccolta piuttosto che impieghi nel Sud",ha detto il ministro dell'Economiaal termine del consiglio dei minsitri che è stato piuttosto teso. Il ministro per le politiche regionali, Raffaele Fitto, non ha controfirmato il provvedimento, pur non avendo votato contro, mentre il ministro per l'ambiente, Stefania Prestigiacono, ha ribadito le sue forti riserve, gia' espresse peraltro al Consiglio dei Ministri precedente.
"Cosi' diamo l'idea che la montagna abbia partorito il
topolino - avrebbero detto Fitto e Prestigiacomo - Aspettiamo da luglio un piano complessivo per il Mezzogiorno, con risorse aggiuntive, un progetto per le infrastrutture. Invece presentiamo solo la banca che e' un semplice frammento di un piano che deve essere molto piu' ampio. Teniamo presente che veniamo da una fase in cui c'e' stata una forte sottovalutazione per i provvedimenti sul Mezzogiorno".
Molto ancora da definire
Lo schema della banca e' deciso, il comitato promotore, quale debba essere il suo funzionamento per promuovere lo sviluppo nel Sud, il sostegno finalizzato alle piccole e medie imprese, l'emissione di bond con trattamento fiscale agevolato (aliquota 5% anziche' 12%). Ma il ruolo delle Poste, che entreranno nel progetto, "e' tutto da studiare. Siamo molto aperti a quello che verra' fuori". E anche "la garanzia dello Stato e il Fondo di garanzia sono da discutere. Lo lasciamo al Parlamento". Nelle bozze del ddl e' prevista l'emissione di titoli per finanziarie progetti che puo' essere assistita dalla garanzia dello Stato, secondo criteri e modalita' fissati con decreto del Ministero dell'economia.
La Banca del Mezzogiorno puo' anche acquisire dalle banche aderenti mutui stipulati dalle piccole e medie imprese e costituire cosi' portafogli piu' efficienti e meno rischiosi con garanzia dello Stato. Ma anche il funzionamento di questo fondo di garanzia deve ancora essere definito.
In una delle bozze in circolazione si precisa che il funzionamento sara' definito da un decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con l'Economia.
In un'altra bozza non si accenna al successivo decreto.
Fonte Rainews24.rai.it